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Euristiche & Bias Mentali

E’ questo un mondo dove Decidere è sempre più critico e strategicamente rilevante. 
Opportuno conoscere come funziona la ns Mente e quali sono gli errori più insidiosi che può procurarci.

Grazie a cosa scegliamo? - Decidiamo col cuore o col cervello? - E cosa è la mente? - Possiamo essere ingannati o fuorviati dalla stessa?

Ha senso porsi le seguenti domande?

La nostra vita attuale è una sintesi delle nostre scelte passate. Ed il futuro sarà frutto di cosa sceglieremo oggi. Scegliere è frutto di una decisione, che, tutti, cerchiamo sia il più informata possibile, assistita dalla ns esperienza passata, dalle ns percezioni, dalle ns. convinzioni. Oltre, ovviamente, alla razionalità, alla capacità di analisi della ns. Mente.

Se una scelta riguarda il futuro della tua Azienda, quindi tuo e dei tuoi cari, il futuro dei tuoi dipendenti e collaboratori e delle loro famiglie, beh, allora, approfondire come avviene ciò che chiamiamo “scelta”, oltre ad avere un senso, può divenire un imperativo categorico. Abbiamo, tutti, un tool potentissimo. Il Cervello. Ma, abbastanza straordinariamente, nessuno ci educa su come funzioni davvero. Scopriremo, che, a parte gli aspetti anatomici e fisiologici, il funzionamento del cervello, è, talvolta, sorprendente. Al minimo.


Tanti cervelli

Per ora delle brevi schematizzazioni. Poi ci porremo la domanda delle domande. Il cervello è anche la Mente?

Il cervello contiene in sè anche dei protocervelli, tipicamente riconducibili alle fasi evolutive del ns organismo. Tantissimi anni fa, fine anni 50, un potente medicinale, la Talidomide, assunto da donne in gravidanza per la gestione delle nausee produsse oltre 10mila feti affetti da gravissime malformazioni agli arti (focomelia). Fu poi scoperto che il principio attivo del farmaco, semplicemente, attivava risposte del ns cervello preistorico, di quando eravamo anfibi.

La parte nobile, moderna, del cervello è la corteccia cerebrale. Essa, negli umani, ricopre interamente il cervello, come un lembo, una federa, che, se dispiegata misurerebbe due metri quadri (1*2). Spessa 2-3 mm la corteccia presiede alle funzioni “nobili” del cervello, tra cui analisi ed autoanalisi e le decisioni. Il sistema limbico, sottostante, presiede alle attività di sostentamento (nutrizione, formazione e riparazione organi, ecc) ed alle emozioni, mentre quello archetipo presiede all’“esistere”: battiti cardiaci e respirazione.

E’ interessante notare come la corteccia cerebrale sia “dono” tipicamente umano. Essa è del tutto assente in molti mammiferi, ovvero, se presente, non completamente formata. I due metri quadri possono essere utilizzati perché sono strettamente piegati e compressi, interconnessi. Non potendosi espandere in volume, il cervello si espande in larghezza e complessità. Aumentano le grinze.

 

Miliardi di cassettini

Il cervello è, essenzialmente, un elaboratore. E cosa è che elabora? Informazioni. Da cui ne discende un continuo attivarsi della memoria e gestione del passato. Da come ha gestito nel passato, la  prima volta, la seconda volta ecc, il fenomeno in esame, l’elaboratore può provare a suggerire come lo gestirà in questo futuro. Continuamente, ripetutamente. Altro che memoria stabile fissa.

E quale è l’obiettivo ultimo di questo elaborare incessante? Comunicare.

Noi esseri umani siamo contenitori di informazioni, in senso lato, e costantemente cerchiamo il modo più efficace per comunicare l’informazione che deteniamo. La comunicazione di cui parlo sono le <risposte> che costantemente produciamo. Risposte verbali, ma anche muscolari, neuronali, tendinee, ottiche e via esemplificando. Rispondiamo anche quando non vorremmo. Se siamo imbarazzati arrossiamo, se siamo attratti da un/a partner ci eccitiamo, se feriti da un raggio di sole strizziamo gli occhi, aggrottiamo la fronte, alziamo il mento e via reagendo.

Nessuna sorpresa quindi, che la “Comunicazione”, emerga per la sua rilevanza sia nella vita degli Individui, sia in quella delle Aziende.

 

Cervelli in conflitto.

La corteccia cerebrale è il cervello moderno, evolutivamente il più adatto ai contesti sociali. La condivisione di spazi anche ristretti, le convenzioni sociali, lo hanno educato ad essere, quasi sempre, in grado di “controllare” le reazioni istintuali scatenate dall’amigdala. Questa ghiandola a forma di mandorla presiede alle reazioni di difesa (paura – attacco -fuga) ed al controllo della collera.

Daniel Goleman, il geniale autore di “Emotional Intelligence”, pubblicato nel 1995, nel suo bellissimo libro racconta l’episodio di un padre che sente dei rumori in casa, e, preso dalla paura, spara contro la porta di un armadio chiuso. Anziché un malintenzionato, dentro si era nascosta la figlia dodicenne, per fare uno scherzo. Goleman parla di “sequestro emozionale” (amygdala hijack) causato dall’amigdala, che interviene prima (200 millisecondi) rispetto alla corteccia (500-650 millisecondi). La parte razionalizzatrice, la corteccia, non fa in tempo ad intervenire. La paura ha provocato questa cecità. Se la paura avesse spinto a scappare via quel padre, vescica ed ano si sarebbero rilassati, e lui si sarebbe alleggerito mentre si apprestava a fuggire. Se invece di “flight” (scappare), la scelta fosse stata “fight”(combattere), una scarica di adrenalina avrebbe aumentato i battiti del cuore, favorendo l’ossigenazione di tutti i muscoli, il volto si sarebbe deformato, per impaurire l’avversario. Tutte questa reazioni, tendono a salvarci la vita, ma, come nel caso descritto da Goleman, possono portare a vere tragedie. L’Amygdala ci consente di frenare in 100 millesimi di secondo quando un bimbo schizza in strada all’improvviso, mentre la corteccia ci avrebbe impiegato 500 millisecondi per rendersi conto del pericolo, e poi altri 500 per impartire l’ordine “frenaaa”.

 

Il Principio di Similarità

Se siamo interrogati, rispondiamo, anche se niente sappiamo (L’effetto Kruger-Dunning è dietro l’angolo).

L’homo oeconomicus ha un cervello anche lui tendente a risparmiare sforzi. Non perde tempo a rianalizzare tutto ogni volta. E’ in cerca di somiglianze. Un’esperienza simile offre moltissimi punti di contatto con la situazione nuova, esaminanda.

Di fronte ad un nuovo problema, prima di sottoporlo ad analisi sorgente, ab ovo, il cervello apre tutti i suoi cassettini, e se dentro vi trova un processo simile a quello cui deve dare una risposta, usa direttamente ciò che trova nel cassetto. Quindi, inizia ad apparire un’amara realtà. Il cervello, prima di essere razionale, se mai si rivelerà esserlo(!?), è pigro. Una risposta giusta al 95%, ottenuta con poco sforzo, è per lui migliore di una esatta al 100% ma che abbia consumato molta energia elaborativa.

E’, a mio giudizio, il punto centrale da portarsi a casa da qs lettura. Il ns. cervello, tende all’autoconservazione, al minimo sforzo, non al massimo risultato. E’ un cambiamento di punto di vista decisivo. Non una fiducia messianica nella nostra capacità di ragionamento, ma il domandarsi, anche, se ci sia da fidarsi da ciò che ci ha appena suggerito.

Nel prosieguo, grazie a delle esemplificazioni, avremo delle conferme che il nostro cervello, non è un organo del tutto razionale.

 

La Mente

Abbiamo, fino adesso, usato il termine “cervello”. Ma molte volte, usiamo, indifferentemente, il termine “mente”.

Mente e cervello sono la stessa cosa?

Se fate, casualmente, questa domanda ad un pubblico il più disparato, la risposta, in maggioranza, sarà “no”. Quindi la Mente è altro dal Cervello. Però tutti, o quasi, saprebbero descrivere anatomicamente il cervello, e sintetizzare con un verbo, cosa “fa”, quale è l’agire essenziale del cervello. “Pensa”, “ragiona”. Probabilmente saranno questi i verbi che saranno più utilizzati.

E la Mente? Come verrà descritta? Cosa fa? Come agisce? In senso generale, anche ingenuamente, attribuiamo alla Mente una maggior completezza, una rilevanza superiore al “semplice” cervello. Il cervello è più computazionale, la Mente sembrerebbe avere/essere anche un’anima, o psiche. In particolare, la Mente sembra comandare/condizionare il cervello.

Un inciso. Quando uso il termine cervello, mi riferisco non al solo componente encefalico ma anche al midollo spinale.

L’Anima è il soffio divino insufflato nell’uomo (Genesi: 2,7). Per alcuni, ai giorni nostri, la Mente è l’Anima. Entrambe, potenzialmente, sembrano supervisionare le attività meramente cerebrali. In senso moderno, anche grazie alle potenti suggestioni di una nuova frontiera della scienza e del misticismo personale, il termine “Coscienza” si sta imponendo prepotentemente. Federico Faggin sta stupendo moltissimi scienziati, e gli appassionati come me, diffondendo questa nuova “teoria del sé” che, personalmente, trovo affascinante. Siamo, dice Federico, campi quantici, ciascuno di noi essendo l’Uno, cioè il tutto, ma tutti partecipando all’Uno. Questo mutuo scambio uno/tutti lo si ritrova sia nel concetto di inconscio collettivo di Jung, contrapposto a quello individuale di Freud, sia a quello di coscienza collettiva di Emile Durkheim.

 

Nosce Te Ipsum

Il concetto economico (utilitaristico) che da tutto questo dovremmo trarre è che, in definitiva, <pensiamo/ragioniamo> tutti allo stesso modo. Ma questo è solo la partenza: <se è così, io so (potrei sapere) come ragioni Tu>. Ed è dall’autoosservazione che ciascuno di noi può fare su sé stesso mediante l’introspezione, che possiamo, strategicamente, fare dei passi avanti in una vera razionalità produttiva di esiti favorevoli.

Non citerò mai troppo spesso la rilevanza di seguire il fondamentale motto latino inciso sul frontone del Tempio dedicato ad Apollo a Delfi: <Nosce te Ipsum>.

Abbiamo appena visto che dalla conoscenza del sé nasce, o potrebbe nascere, la ns. conoscenza dell’Altro. Ma questa pratica è ancora oggi troppo poco usata.

Un grandissimo peccato.

Decideremmo meglio, sceglieremmo meglio. Negozieremmo meglio. Saremmo in grado, con maggior frequenza rispetto al solito, di provocare nell’altro quel “cambiamento di credenze” che è alla base del successo negoziale. Avremmo, in definitiva, una Vita migliore.

Quando noi riflettiamo sul nostro cervello, ce lo possiamo rappresentare anche figuratamente, potremmo immaginarlo al lavoro, percepire micromovimenti in realtà inesistenti. E potremmo concludere: “è chiaro! E’ lì che il pensiero si forma”. Si, il pensiero di un gatto, un leone, una donna, un quadro, una casa…ma il pensiero <è lì che il pensiero si forma>, cioè il pensiero del se’, dove si è formato? Dove risiede e si immagazzina? Come riusciamo ad immaginare, ricordare, un’atmosfera passata? Faccio una breve anticipazione di un tema che spero di poter trattare in futuro. Come impariamo? Gli scienziati, concordano sulla seguente suddivisione. Il 65% degli umani impara grazie a ciò che vedono (Visivi), il 30% grazie a ciò che odono (Uditivi), il 5%,i (Cinestetici) grazie a ciò che provano.

Quindi, rievocare un’atmosfera implicherà coinvolgere organi diversi. Insufficienti, ed inadeguati. Le immagini ed i colori per i Visivi, le musiche ed il canto degli ucellini per gli Uditivi. Ma, un cinestetico, come riesce a rivivere il tepore di quella serata, la brezza leggera, il profumo della sua donna con quel mix di crema emolliente, doposole, e Tiptique? Disegnandone i presupposti, con la mente. Ma le sensazioni che quell’atmosfera ci ha consegnato, e che ancora oggi ci marcano, ci emozionano, non riusciamo a rappresentarceli. Possiamo rievocare il volto che ci ha procurato l’emozione, la voce che ci ha colpito, i profumi che circondavano la nostra fonte emozionale, il sapore della pelle, la tonicità che il senso del tatto ci aveva consegnato. Riproduciamo le fonti dell’emozione, ma non sappiamo dove quell’emozione è segregata. Non possiamo aprire semplicemente quel cassettino.  

Quando Descartes dice “Cogito ergo sum” mette in pista un “pensare sul pensare” che potrebbe portare molto lontano.

 

Il Colpo di Grazia

Tanti bei discorsi, si potrebbe concludere facendo spallucce, ma di sicuro ciò che esce dall’Attico (Testa e Contenuto), è razionale. Potresti dimostrare il contrario?

Ehm…sì.

E’ provato, scientificamente provato, che la sequenza causa-effetto nella serie

decido di pigiare il bottone

lo pigio

presenti un problema non banale. Il bottone viene pigiato 350 millesimi di secondo prima che si sia deciso di premerlo. (Mi ritorno in Mente-Edoardo Boncinelli-Longanesi 4/2010)

Cioè l’effetto avviene prima della causa.

Come può essere?

Ho un suggerimento. In qualche modo, la Mente ha anche un obiettivo “accomodatorio” e “consolatorio”. Non ci racconta sempre quel che accade veramente, ma quello che a Lei, la Mente, sembra più gentile verso di noi. E quindi, in realtà, curandosi di noi, ci inganna.

Le più moderne interpretazioni, ci suggeriscono, per il benessere personale, di dare adeguate istruzioni alla nostra mente, come se la stessa fosse altro da noi…Un esempio?

<Ti prego, fammi vivere e gestire questo improvviso dolore in modo dolce, non farmi perdere ogni contatto con la realtà, i miei cari, i dolori degli altri> E questo, fortunatamente, accade.

Noi possiamo nutrirci di sano scetticismo, eppure questi “trucchi” mentali funzionano. Come funziona la fisiologia dei gesti. Se vuoi partire bene al mattino, o se devi incontrare un Cliente per un negoziato importante, alzati sulle punte dei piedi, sguardo rivolto in alto, ed inizia con le braccia alzate il più possibile a fare skyscraping con le mani. Tendi verso l’alto. Un vento di entusiasmo e fiducia ed autostima ti invaderà. Penso con ironia a cosa potranno aver mai pensato molte centraliniste vedendomi, magari tramite una porta a vetri, fare questi esercizi! Eppure, se vuoi apparire empatico, ed offrire un sorriso naturale, devi allenare il tuo corpo.

Altro esercizio, fondamentale negli attacchi di panico, per riequilibrarsi immediatamente, è fiondarsi con la testa in un contenitore pieno d’acqua e, possibilmente, ghiaccio, e lì espirare forte sott’acqua, magari anche urlare. Quando risolleverete la testa sarete ok.

Passiamo adesso agli inganni, alle anomalie che ci vengono quotidianamente consegnate.

 

Le Euristiche

Sono, letteralmente, scorciatoie della mente.

I neuroni, in tutta la loro componentistica (assone, gangli dendritici, mielina, bottoni sinaptici etc) sono percorsi monodirezionali. Il segnale elettrico entrante arriva al margine del neurone che fa una prima cernita: prosegue-si ferma. Abbiamo così i neurotrasmettitori (passa) ed i neuroinibitori (si ferma). I neuroni, i loro assoni non sono uno infilato nell’altro. Terminano la loro corsa elettrica a pochi nanometri dall’assone successivo. Sfociano in un bottone sinaptico terminale, che fronteggia il bottone sinaptico iniziale del neurone successivo. Il segnale da elettrico diviene chimico. Ed è lì che avviene la selezione passa/non passa. Una sorta di triage neuronale.

Se passa, quel neurone ammette un solo verso, e non potrà mai essere percorso nel senso opposto. In questo senso, il modello delle memorie dei primi calcolatori, costituiti da anelli di ferrite che si polarizzavano al passaggio del segnale I/O, e che mantenevano quella polarizzazione, è del tutto sovrapponibile a ciò che accade realmente.

Quindi, quel neurone, quella sinapsi, in quella zona dell’encefalo, sono destinati a fare sempre il solito mestiere. Il cervello crea continuamente nuove sinapsi ed attiva nuovi percorsi, ma non cancella mai i percorsi precedenti. Chiamiamo il fenomeno memoria.

Quella memoria è pittoricamente rappresentabile come una infinita serie di cassettini, con un loro tag chimico. Se li apri, dentro ci trovi gli schemi dei precedenti utilizzi.

Il cervello, prima di fare un’analisi completa per la soluzione di un nuovo task, interroga il suo archivio di cassettini, e se trova una configurazione che “grosso modo” risolve il task, la mostra alla nostra…coscienza?

Quindi il cervello ha un set up strategico del tipo “veloce è meglio che giusto”. Ovvero “meglio decente e poco costoso, piuttosto che di cahemire e costosissimo”. Ci viene costantemente ricordato che dobbiamo tendere più all’efficienza (risultato accettabile col minor costo possibile), che all’efficacia (risultato perfetto con enorme utilizzo di risorse).  Teniamolo sempre a mente.

Vi offro, qui sotto, un esempio legato al linguaggio, la componente più squisitamente umana, la più evoluta. La correlazione “linguaggio evoluto” ed intelligenza è ampiamente dimostrato.

Sulle Neuroscienze, sul Linguaggio e sul Cognitivismo conoscere il contributo di Naom Chomsky, di Amos Tversky e di Daniel Kahneman colma qualunque esigenza bibliografica. In Italia, raccomando le opere di Massimo Piattelli Palmarini.

 

I bias mentali

<E’ saoitdrrirano cmoe voi pssotaie ciprae ttuto lo sestso nannotsote io stai undaso prolae sotancibme. E’ sifufentice che la pimra e l’umilta leretta sanio ulugai>

 

Sarete riusciti a leggere. Come è possibile?

Per la ns. Mente, il contenuto informativo delle singole lettere che compongono una parola, non è uguale per tutte. Iniziale e finale pesano di più. Quelle in mezzo, indipendentemente dalla posizione, si limitano a suggerire la soluzione.

La stessa cosa avviene nelle tecniche di lettura veloce.

I segni grafici che chiamiamo “lettere” relegano l’informazione (di che lettera trattasi) nella metà superiore del segno grafico. La parte inferiore renderebbe indistinguibili i vari simboli. Provate. Appoggiate il bordo di un foglio alla metà di una riga di scrittura e provate a leggere. La parte di sopra vi informerà, la parte di sotto no.

Infine, la lettura dovrebbe avvenire dal centro verso le diagonali principali della pagina. Noi scriviamo in un modo (da dx a sx per ogni riga), gli arabi partono da dx a sx ma poi proseguono da sx a dx alternando le due modalità. Noi seguiamo segmenti paralleli, perdendo tempo nel riporto della mano da dx a sx, senza niente produrre nel tragitto, mentre l’arabo non ha perdita di azione. Succede che l’iter per la comprensione, tramite lettura, non deve necessariamente seguire lo stesso percorso della scrittura.

La modalità di partire da centro pagina verso i 4 angoli della pagina stessa è molto efficace. Capisci il senso, non l’ordine esatto dei termini usati.

 

Giocare con la Mente

Ora cambio formato.

Vorrei elencare alcuni dei bias più ricorrenti e/o pericolosi.

Anticipo che sarà impossibile analizzarli tutti. Quelli indotti dal linguaggio sono destinati al prossimo articolo. Sono già lungo.

Se facessi degli esempi e li spiegassi subito dopo vanificherei un vs. eventuale piacere nel testarVi. Ho deciso di fare così.

Numererò una serie di domande. Metto le risposte raggruppate lontano dalle domande. Se vorrete potrete così provarci. Tutte, o solo alcune. Scegliete Voi. Alla fine di tutte le domande ci sarà la sezione “risposte/spiegazione”.

Dai, proviamo.

SET DI DOMANDE

1.Un elicottero si alza sopra Napoli. Deve andare a Trieste. Quale rotta gli farete prendere? (e-o-n-s-no-ne-so-se)

2.Qual è una famosa città che si trova sullo stesso meridiano di New York?

3.Da Marsiglia tirando una riga orizzontale verso destra, quale città si incontra?

4.Perché gli scoiattoli si arrampicano sugli alberi correndo in circolo, a spirale?

5.Le inferriate di una finestra sono disposte a matrice di quadrati. In un ambiente, si riflettono su un tavolo. Sono deformate nel senso della lunghezza. I quadrati divengono trapezi rovesciati. La scena si svolge di giorno o di notte?

6.Disegnate un cubo. Sulla faccia frontale ponete una x, a vs scelta. Sulla faccia posteriore segnate una Y. Tracciate la linea della minor distanza tra i due punti.

7.Due parallele non si incontrano mai. Questa verità trasmessaci da Euclide è sempre vera?

8.Perché a volte gli aerei, su certe rotte, sembrano allontanarsi dalla meta finale?

9.Elencate quali sono, secondo voi, i primi 10 fattori di felicità, partendo dal più importante al meno importante

a.………

b.………

c.………

d.………

e.………

f.………

g.………

h.………

i.………

j.……… 

10.Nella lingua italiana, le parole di sette lettere hanno una particolare caratteristica, secondo voi, quante sono le parole di sette lettere che finiscono in  xxxxNDO?

 11.“Vuole un caffè?” 

a.“Mi terrebbe sveglio” 

Sì o No?  Viene preso qs caffè?

 12.USA-GRANDI MAGAZZINI-SULLA SCALA MOBILE VI E’ QUESTA SCRITTA: 

 “DOGS MUST BE CARRIED”

Cosa significa secondo Voi?

13.Scrivete la conclusione logica di questi sillogismi

A.  Nessun ristorante costa poco

B.  Alcune pizzerie costano poco

 Quindi se ne deduce che…

A.  Nessuno degli imbianchini è pianista

B.  Tutti i pianisti sono accordatori

 Quindi se ne deduce che… 

14.Un normale dado ha le facce dipinte di rosso e verde. In particolare le facce verdi sono 4 e quelle rosse 2. Tra le sequenze indicate, quale ritenete sia la più probabile?

 a.RVRRR

b.RVRRRVV

c.VVRVRRRVVVVV 

15.Siete stati esposto ad un virus contagioso. Tale virus è mortale nel 3% dei casi.

Esiste un antidoto sicuro, ma disponibile in quantità limitate, che verrà battuto all'asta.

Fate mente locale e dite quanto sareste disponibili ad offrire come cifra massima.

16.Ho gettato in alto sette volte una moneta. Indico con T="Testa" e C="Croce gli esiti. Secondo Voi, quale è la sequenza più probabile? 

TTTCCCC

CTTCTCC 

CCCCCCC

 

17.Si sta cercando di trovare un antidoto per un virus mortale nel 3% dei casi.

Si cercano mille volontari, cui inoculare il virus. Certamente, 30 di questi moriranno.

Verranno scelti i mille volontari che chiederanno la cifra più bassa, per accettare di esporsi a tale rischio. Quale è la cifra più bassa che voi accettereste?

18.Luigi ha 34 anni. E' intelligente, ma ha poca fantasia. E' abitudinario, metodico e non molto attivo. A scuola era bravo in matematica, ma debole nelle materie umanistiche e nelle scienze sociali. Secondo voi, tra le possibili scelte sottoindicate, quali sono, in scala, le più probabili?

1= più probabile/ 8=" meno" probabile

Luigi fa il medico e gioca a poker per hobby

Luigi fa l'architetto

Luigi fa il contabile

Luigi suona per hobby musica jazz

Luigi ha l'hobby del surf

Luigi fa il giornalista

Luigi fa il contabile e suona musica jazz per hobby in un'orchestrina di amici

Luigi ha l'hobby dell'alpinismo

19.In italiano, secondo Voi, quante sono le parole di sette lettere che hanno come quinta lettera una N?

20.<Piero è metodico e molto riflessivo. Porta occhiali spessi e ama leggere.>

Secondo voi, è più probabile che Piero faccia il bibliotecario o che sia un agricoltore?

21.Elencate quali sono, secondo Voi, le prime cause di infelicità, partendo dal più importante al meno importante.

a.………

b.………

c.………

d.………

e.………

f.………

g.………

h.………

i.………

j.………

22. Scrivete le tre conseguenze logiche desumibili da questi tre sillogismi

Gianni è Ruritano

Tutti i Ruritani sono Ricchi

????

Nessun Bracconiere è Marinaio

Tutti i Ruritani sono Bracconieri

????

Tutti i Ministri sono Laureati

Nessuno dei Benzinai è Ministro

????

23.Secondo Voi, chi, tra Rossi Bianchi e Verdi starà meglio?

a.Rossi possiede da anni azioni di una società Z. Se ne era quasi scordato. Un giorno se ne ricorda, e scopre che quelle azioni valgono 200.000 €. Non sa cosa fare. Dopo essersi informato, decide di tenersele. Dopo circa un anno, del tutto inaspettatamente, la società fallisce, ed il suo capitale si azzera.

b.Bianchi possiede da anni azioni di una società Z. Se ne era quasi scordato. Un giorno se ne ricorda, e scopre che quelle azioni valgono 200.000 €. Non sa cosa fare. Dopo essersi informato, decide di venderle e investe il ricavato in titoli argentini. Dopo un anno, l'investimento si è azzerato

c.Verdi possiede da anni azioni di una società W. Se ne era quasi scordato. Un giorno se ne ricorda, e scopre che quelle azioni valgono 200.000 €. Non sa cosa fare. Dopo essersi informato, decide di venderle e investe il ricavato in titoli argentini. Dopo un anno, l'investimento si è azzerato mentre il valore delle azioni vendute sono nel frattempo raddoppiate di valore. 

24.Gli psicologi inglesi hanno scoperto che le persone affette da mania di persecuzione, hanno la tendenza a disegnare volti con occhi molto grandi. Provate a spiegare perché tale manifestazione espressiva potrebbe giustificare la patologia in questione?

Spiegazioni e risposte

Bias che analizzeremo  

Pensiero Magico  15-17

Minimizition of Regret  24

Effetto Certezza  16-18

Effetto Congiunzione  19

Overconfidence  25

Framing  11-20-21 

Erronea rappresentabilità   2-3-4-5-6-7-8-9

Inversione delle preferenze  10-22

Inganni del Linguaggio   12-13-14-20-23 (Next Time-sono andato lungo!!)

 

PENSIERO MAGICO (15,17)

Il più tipico dei bias.

Si manifesta in moltissimi modi. Qui, ragionevolmente, si sarà cercato di “piegare” un esito statistico, alla probabilità teorica. Solo la sequenza più lunga rispetta il rapporto 2/3-1/3 di verdi e rossi. E’ del tutto evidente, però, che la più probabile è la serie più corta. Che, se osservate, è contenuta nelle altre due serie. Le quali, per essere vere, devono entrambe presupporre che la serie più corta accada…

Anche quella a testa o croce fa cadere nell’errore di rappresentabilità attesa. Sì, noi ci attendiamo sia delle T che delle C, ma quelle tre serie, non sono altro che tre modi diversi, equiprobabili, in cui si può presentare una serie di 7 a due opzioni.

In generale, il pensiero magico, meglio chiamarlo “wishful thinking”, cioè l’errore di ritenere che sia più probabile che accada ciò che ci farebbe piacere accadesse. Stiamo sempre bassi con le nostre aspettative! Un venditore coinvolto tenderà a chiamare “vendite future”, tutti i “forse” che ha collezionato. Il suo capo, più esperto, sa che in realtà sono dei “no” che il venditore non accetta dentro di sé.

E’ alla base di tutte le truffe a schema Ponzi. La tentazione di credere ai numeri entusiasmanti presentati dal proponente è, spesso, irresistibile. E se un milione di persone ritiene che rischiare 100 o 250 euro non sia questo gran rischio, ecco che il truffatore porta a casa 100 o 200 milioni di maltolto. Accade anche ben altro. I primi 250 euro, costituiscono un “ancoraggio”, che non consentono una facile uscita dalla truffa dal truffato/truffando. Se perde quelli, investirà ancora. Alcuni, accettando anche di esporsi a rischi per cifre ingenti. Credono che il “futuro” tenga conto delle loro perdite passate, e li ricompensi. Un pensiero magico in tutto e per tutto.

O, anche, lo è ritenere che la leggi sui grandi numeri, si applichino anche ai piccoli numeri.

Le leggi della probabilità sono esatte solo per un numero infinito di elementi da analizzare.

Sono quasi esatte per quantita numeriche elevatissime (si riduce progressivamente lo scarto quadratico medio tra probabilità e statistica.

Sono spesso gravemente erronee per piccole serie.

 

MINIMIZATION OF REGRET (24)

Noi agiamo cercando di difenderci. Allora tra rischiare decidendo di niente fare, e rischiare qualcosa facendo, la scelta sarà sempre sul niente fare. Come dire, è andata male, ma è accaduto, io non ho fatto niente. Invece, ci disturba l’idea che qualcosa possa andare male per qualcosa che abbiamo deciso di fare. L’Agire, a nostro parere, merita solo premi. Quindi Rossi soffre meno. E Verdi di più. Non solo ha perso il denaro, ma ciò che era prima suo, ha pure fatto un balzo del 100%. In realtà, hanno tutti perso la solita somma. Ovvero, ben riflettendo, nemmeno quella. Non sapevano di possederla.

 

EFFETTO CERTEZZA (16,18)

Per rischiare di essere infettati volontariamente vogliamo gli stramiliardi. Vero? Un’assicurazione non al 100% vale poco. Che ne è della matematica? E della logica?

E’ ovvio che correre un rischio al 3% di contrarre una malattia, che sia per un’assicurazione che non ci copre al 100%, o per una casualità divina, c’est pareil…

 

EFFETTO CONGIUNZIONE (19)

Letteralmente, usare spesso la congiunzione “e” incrementa la credibilità del ns storytelling, di tanto quanto si allontana dall’accadibilità reale. Nel test, risulterà che molti avranno preferito che Luigi faccia il contabile “e” suoni musica jazz. A preferenza del fatto che faccia semplicemente il contabile (con migliaia di hobby possibili, non limitati al suono di musica jazz) o che suoni musica jazz facendo migliaia di lavori diversi dal contabile. Il fatto è che il racconto è così verosimile che…Occhio quindi: verosimile NON significa vero. Le corde che vengono toccate in uno storytelling evoluto possono essere incredibilmente raffinate.

 

OVERCONFIDENCE/SICUMERA  (25)

Tendiamo ad avere certezze o convinzioni su fatti di cui sappiamo ben poco. Se ci viene posto un quesito, un tema, ecc., semplicemente ne parliamo. Nelle fasi d’aula, il 50% dei partecipanti riceve il testo di cui al punto 25, il 50% lo stesso testo, con una differenza: gli occhi sono molto piccoli e non molto grandi. Ebbene, tutta l’aula giustifica il fenomeno, usando spesso gli stessi argomenti, sia per il fatto di avere occhi grandi, che per avere occhi piccoli.

 

FRAMING (11,20,21)

E’ evidente che ci sono molte più parole di 7 lettere con la “N” al 5° posto, che parole di 7 che finiscono in “NDO”, che è un sottoinsieme dell’altro. Eppure, qualcuno avrà scelto l’ipotesi xxxxxNDO, perché più facilmente rappresentabile. Lo abbiamo “incorniciato”.

Questa illusione cognitiva scatta quando la cornice di un ragionamento, di una argomentazione, fa “premio” sull’argomento stesso. L’inganno è “se la cornice è realistica/rappresentabile/verosimile” lo è anche l’argomentazione centrale (il “quadro”).

Infine. In Italia gli agricoltori sono circa 1,1 milioni. I bibliotecari circa 1500.

Un rapporto di circa 1000 ad uno. Lo stato di natura, cioè le frequenze di base, sono spesso ignorate dalla nostra consapevolezza. Motivo per cui a molti Piero sembrerà destinato ad essere un bibliotecario, quando, l’essere agricoltore è, nella realtà, molto ma molto più probabile. Potenza del framing!

 

ERRONEA RAPPRESENTABILITA’  (2,3,4,5,6,7,8,)9 

Operiamo, mentalmente, su modelli e schemi, non sulla realtà.

Benchè sulle mappe geografiche  l’Italia appaia molto sdraiata, il nostro cervello ce ne offre una rappresentazione semplificata. Essendo “lunga”, essa viene quasi verticalizzata.  Quindi, in genere, daremo per scontato che per andare a Trieste da Napoli occorra fare rotta Nord Est. Invece la risposta giusta era Nord Ovest!

A New York si può gelare, ma a Napoli, sullo stesso parallelo, no.

Da Marsiglia arriviamo a Siena!

Sul meridiano di Napoli troviamo Praga, poi Dresda

Benchè si viva su un globo, e noi si sia esseri tridimensionali, spesso semplifichiamo quasi tutto come se vivessimo in una realtà bidimensionale. Ciò che appare rettilineo sulle distanze a vista d’uomo, è in realtà curvo. Nello spazio opera la geometria non Euclidea, nel senso che non è vero che due parallele non si incontrano mai. Sul globo, due linee parallele all’equatore, si incontreranno ai poli.

In un globo, la distanza minima tra due punti, è l’arco di cerchio massimo che passa per i due punti. Per questo a volte gli aerei sembrano allontanarsi dalla meta. Vanno ad intercettare l’arco di cerchio massimo.

La distanza minima tra due punti, nello spazio, si chiama Geodetica. Prendete un pezzo di carta verticale. Disegnate una linea retta verticale dritta tra due punti. Sul piano, questo è il percorso più breve. Arrotolate il pezzo di carta lungo l’asse verticale, tenendo sull’esterno la faccia con disegnata la linea. Vedrete, sulla cannuccia risultante, come la linea salga a spirale. Per questo gli scoiattoli, e molti altri animali salgono a spirale

Analogamente, se disegnate sul piano le sei facce del cubo, e riportate lì i punti x ed y, e li unite con un segmento di retta, e poi ricostruite il cubo, noterete che la linea disegnata non corrisponde alla Vostra, che, ragionevolmente, avrete tracciato con linee rette rispetto alle singole facce.

Infine, la grata. Se un oggetto è illuminato dal sole, proietta un’ombra coerente, o simile, cioè dove gli angoli restano invariati e cambiano solo le distanze. Non vi sono distorsioni.

Si dice che la proiezione è omotetica.

Viceversa, se l’oggetto è illuminato da una fonte puntiforme, come una lampadina, la proiezione non è omotetica e si notano delle alterazioni rispetto alla forma originale.

Diciamo che noi viviamo in un mondo essenzialmente convesso, e ce lo rappresentiamo sempre come tale, e sempre illuminato dall’alto.

Questo porta a singolarità, stranezze, ed errori, quando viceversa ci troviamo in situazioni di concavità e di illuminazioni dal basso. Provate, in un ambiente buio, ad illuminare dal basso la parte cava di una maschera. La mente inizialmente prova a “convessare ed altoilluminare” il tutto, poi, come una funzione d’onda, collassa in un nanosecondo ed accetta la insolita disposizione. Nel momento di flesso mentale, appare un mostro (fidatevi. Non semplice né da raccontare né da predisporre)

 

 INVERSIONE DELLE PRIORITA’ (10,22)

 

Se ci avrete provato, quasi sempre (non posso vedere i vs elaborati…) non vi sarà una coerenza esatta tra ciò che ci rende felici e ciò che non ci rende felici. Il fenomeno più ricorrente è che tra i procuratori di felicità, al primo posto, vi siano amore, figli, famiglia, denaro, benessere, Dio, serenità e simili, mentre tra le infelicità, spesso al primo posto ci siano le malattie. E’ ovvio, sul piano logico, che se “amare” è al primo posto delle cose positive, il suo contrario “non amare” debba essere al primo posto delle cose negative. Se “la malattia” è al primo posto delle cose negative. Apparirebbe ovvio che la “non malattia, la salute” debba essere al primo posto delle cose positive”. E così via. Si chiama “inversione o incoerenza delle priorità/preferenze”.

Le preferenze sono come dei Valori. Se li abbiamo ben chiari e saldi, non cambieranno mai di posizione gerarchica. Quando la nostra scala di priorità non è ben salda, corriamo dei rischi. Commercialmente si corre il rischio di essere “munti”. Un breve esempio. Entrate da Tincati a Milano con l’idea di non voler spendere più di 700 euro, e di prendervi un maglioncino di cachemire. Se queste due priorità sono espresse con chiarezza al commesso, ne uscirete con ciò che desideravate, con entrambe le caratteristiche richieste. Sia di cachemire sia meno di 700 euro. Se invece entrando avete detto “pensavo a qualcosa in cachemire, sui 700 euro” è probabile che usciate con una giacca, sui 950 euro. Il commesso vi ha venduto ciò che interessava a Lui e non quel che, intimamente, cercavate voi. A volte i clienti sono timidi. Agganciatevi a qualcosa!

Claudio Giannesi 

  • Laureato in Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni. Già Founder ed Owner di Società di Consulenza. Attualmente assiste imprese ed individui con esigenze di Nuove Idee per lo sviluppo, l’ innovazione e la differenziazione strategica. Focus professionale su Negoziazione, HR, Comunicazione e Creatività. Titolare di numerose IP e di tools di autodiagnosi.

    Contatti: ingegnocongegni@gmail.com | https://www.linkedin.com/in/claudiogiannesi/